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Gli insegnanti svolgono un ruolo cruciale nel rinnovamento dell’educazione scientifica

Gli insegnanti svolgono un ruolo cruciale nel rinnovamento dell’educazione scientifica

5 Dic. 2011 | categoria Didattica | 3 commenti

Nel numero di dicembre della rivista Geosphere della Geological Society of America è appena stato pubblicato un articolo che racconta di un progetto che porta una firma italiana, quella del Prof. Matteo Cattadori.
Il Prof. Cattadori è andato in Antartide per circa due mesi e mezzo presso la base americana di McMurdo per seguire il progetto di ricerca Andrill (Antarctic Geological Drilling), non come ricercatore, anche se poi in realtà ha anche collaborato ai lavori della ricerca, ma come insegnante.

Andrill è un progetto internazionale e multidisciplinare, che ha coinvolto quattro Nazioni (Stati Uniti, Nuova Zelanda, Germania e Italia), con lo scopo di ottenere delle carote di roccia dai fondali marini del continente antartico con cui cercare di ricostruire la storia della calotta glaciale.

Il ghiaccio antartico ha come età massima un milione di anni. Poiché i ricercatori hanno bisogno di studiare il clima del nostro pianeta anche nelle epoche geologiche più antiche, è necessario andare a studiarlo all’interno delle rocce che si sono formate in un periodo antecedente al milione di anni. ANDRILL ha, quindi, studiato carote di roccia ottenute da perforazioni del fondale marino, allo scopo di ricostruire la storia della calotta glaciale antartica, con particolare riferimento alla Piattaforma di Ross.

I ricercatori del progetto ANDRILL hanno deciso di divulgare i metodi, le tecniche e i risultati di questa ricerca attraverso una modalità abbastanza insolita, ossia selezionando dei progetti didattici presentati da insegnanti delle Nazioni coinvolte nel progetto e permettendo agli insegnanti selezionati di seguire in prima persona la ricerca in Antartide e al tempo stesso di fare divulgazione, attraverso il proprio progetto, nelle scuole del proprio paese.

Matteo Cattadori è stato selezionato per andare a seguire questa ricerca nel 2006.  Lo scopo principale del suo progetto, chiamato progettosmilla.it, è stato quello di coinvolgere gli studenti e gli insegnanti delle scuole di tutta Italia in un’esperienza scientifica autentica, rendendoli partecipi e coinvolgendoli nel processo di ricerca attraverso la realizzazione di un sito in cui ha inserito materiali multimediali (1200 foto, 40 file audio e video) realizzati anche con la supervisione dei ricercatori del team scientifico e un blog attraverso il quale ha raccontato le vicende e le sensazioni della vita in Antartide.

Durante il periodo della spedizione il prof. Cattadori ha  anche realizzato chat e videoconferenze con le scuole italiane coinvolte nel progetto e incontri-conferenza pre e post spedizione presso le sedi delle scuole partecipanti. Lo scopo che ci si prefiggeva era quello di spiegare sia i contenuti della ricerca ANDRILL che i concetti basilari delle scienze polari. A diversi incontri hanno partecipato anche ricercatori di ANDRILL, tra cui il Dott. Davide Persico dell’Università di Parma.

Il blog di Matteo cominciava con queste parole:
È andata proprio così. Sono serviti, nell’ordine: un’e-mail scovata in una newsletter per insegnanti di scienze americani, una buona idea di progetto e 10 mesi di vicende burocratico-amministrative-tecniche tutte infilate nel verso giusto. A metà ottobre 2006 mi sono ritrovato sopra l’oceano australe a bordo di un aereo cargo militare, aggregato come insegnante al team della ricerca scientifica ANDRILL, in volo verso il continente più remoto del nostro pianeta: l’Antartide...”

Bé… io posso confermare: è andata proprio così.

Matteo ed io ci siamo conosciuti sul “campo”, ossia a scuola, un paio d’anni prima, quando abbiamo lavorato nello stesso Istituto professionale alberghiero. Entrambi iscritti anche alla stessa associazione americana di insegnanti di scienze (NSTA) abbiamo letto la stessa mail in cui si offriva la possibilità di partecipare alle selezioni per andare in Antartide a seguito dei ricercatori. Entrambi abbiamo sognato circa la possibilità di spiccare il volo e “provare” ma solo Matteo ha trovato il coraggio di osare e riuscire. Io in Antartide ci sono stata… ma insieme ai miei studenti di due quinte Liceo scientifico attraverso i suoi occhi ed è stata per tutti un’esperienza fantastica ed emozionante.

Ma vi starete chiedendo perché vi sto parlando di Andrill e del progettosmilla.it a distanza di così tanto tempo.
Vedete… le cose non sono terminate con il ritorno a casa del Prof. Cattadori, ma sono andate avanti trasformandosi via via in altre preziose occasioni: l’esperienza ripetuta l’anno successivo con un altro insegnante che è andato in Antartide proprio grazie all’esistenza del progettosmilla.it, corsi di aggiornamento per insegnanti, materiali didattici pronti per l’uso, e la realizzazione, l’estate scorsa, di una “scuola polare per insegnanti” che ha selezionato un’altra docente italiana (questa volta una donna!!!) che sta per partecipare alla XXVII spedizione italiana in Antartide.

La commissione Europea, nell’ormai famoso Rapporto Rocard che vi ho più volte citato, sostiene che “gli insegnanti svolgono un ruolo cruciale nel rinnovamento dell’educazione scientifica”(Rapporto Rocard, European Commission, 2007).
Se ripensate a tutto ciò che vi ho appena raccontato su solo “uno” di noi, non potete che essere d’accordo. Certo, la storia di Matteo racconta di uno di noi che è riuscito a volare in alto, ma ci ricorda anche quante risorse abbiamo dentro di noi, quanto entusiasmo, creatività esercitiamo ogni giorno nelle nostre classi con i nostri ragazzi, in un più “silenzioso” ma non meno strepitoso lavoro.

In questi ultimi mesi, grazie al dottorato in didattica delle Scienze della Terra che sto facendo presso l’Università di Camerino, ho potuto alzare gli occhi dal lavoro quotidiano e guardarmi intorno cercando di capire cosa fanno gli insegnanti negli altri paesi e devo proprio dirvi che non ho trovato insegnanti migliori di noi, professionisti migliori, ma solo “ambienti diversi” in cui la formazione degli insegnanti non è solo iniziale (termine peraltro ridicolo se teniamo conto che la maggior parte di noi è entrata in ruolo dopo i quarant’anni con almeno 10-15 anni di servizio pre-ruolo) ma è una formazione continua perché non si deve mai smettere di crescere professionalmente.
Nel Science Learning Center dell’Università inglese di Leicester, ad esempio, ma anche in molte altre Università,  ci sono ricercatori che lavorano per gli insegnanti e con gli insegnanti in un clima di crescita professionale stimolante e fortemente motivante.

Ecco quello che, invece, ancora ci manca: che si riconosca che il nostro lavoro è importante, a volte incredibilmente difficile ma straordinariamente coinvolgente, che si comprenda quanto è importante farlo bene e che non dobbiamo essere lasciati soli.

È “solo” questo che ancora ci manca, perché la storia di Matteo potrebbe essere quella di molti altri che sanno usare la propria intelligenza, l’entusiasmo e la professionalità e vanno in classe ogni giorno rendendo la scuola migliore, nonostante tutto, anche se spesso nessuno lo sa, perché ciò che fa notizia, purtroppo, è solo quello che non funziona.

Ecco quindi perché ho voluto raccontarvi la storia di Matteo: per ricordarvi, se mai ce ne fosse bisogno, che ci sono tanti insegnanti in gamba là fuori e che sono anche italiani!

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3 commenti a “Gli insegnanti svolgono un ruolo cruciale nel rinnovamento dell’educazione scientifica”

  1. carlo ossola ha scritto:

    confermo anche io la la presenza di molti insegnanti italiani in gambissima. sicuramente sono i 12 che ho conosciuto personalmente e che hanno partecipato alla Scuola Polare Estiva. E spero che questa iniziativa possa dare frutti anche a lungo termine come l’esperienza e la perseveranza di Matteo ci insegnano. Sicuramente dobbiamo intanto seguire da vicino l’insegnante che andrà in Antartide quest’anno. Se avete idee e proposte di collaborazione scrivete pure sul blog della SPEs http://www.mna.it/blogSPES
    Carlo Ossola – Museo Nazionale dell’Antartide

  2. corrado ha scritto:

    Brava Barbara: ben vengano gli insegnanti ‘illuminati’ come Matteo e come te!
    Ci insegni che per ogni docente, partito per ‘fare didattica’ direttamente dal territorio e illuminato dai riflettori mediatici, ce ne possono essere mille, da casa, che grazie a lui si illuminano di luce riflessa. Ognuno di loro a sua volta saprà rischiarare, con il proprio sacro fuoco didattico, il cammino di generazioni di discenti. Continua così!
    corrado venturini – università di bologna

  3. Educazione, ricerca, esperimenti e teatro - Linee di scienza - di Francesca Magni - Matematica e fisica ha scritto:

    [...] letto con molto piacere anche i post di Barbara Scapellato “Gli insegnanti svolgono un ruolo cruciale nel rinnovamento dell’educazione scientifica” e quelli di Roberto Greco sull’IESO 2011, che parlano di esperienza d’eccellenza, [...]

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