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30 Gen. 2012 | categoria Didattica, Storia della scienza, scienze della Terra, tecnologia | Nessun commento

Questa settimana vorrei segnalarvi un po’ di cose interessanti che potete trovare in rete che possono arricchire le vostre lezioni di Scienze della Terra.

ANDARE AGLI ANTIPODI

Gli antipodi sono due luoghi della superficie terrestre diametralmente opposti . Ad esempio, Spagna e Nuova Zelanda si trovano in regioni antipodali.
Per calcolare gli antipodi del punto in cui ci si trova, conoscendo longitudine e latitudine, si utilizza il seguente procedimento:
- nota la latitudine alla quale ci si trova, per ottenere la latitudine del punto antipodale sarà sufficiente scambiare Nord con Sud o viceversa.
- nota la longitudine alla quale ci si trova, per ottenere la longitudine del punto antipodale, oltre a scambiare Est con Ovest o viceversa, e sottrarre a 180° la longitudine del luogo. Ad esempio, se ci si trova a 44° 79’ N, 10° 35’ E  (in Italia, nei pressi di Parma), il punto antipodale sarà posto a 44°79’ S e 169°64’ O, oltre 1000 km a est della Nuova Zelanda.

Con un dispositivo GPS o con Google Earth, ad esempio, si possono identificare  le coordinate del punto in cui ci si trova, si può far eseguire ai ragazzi il calcolo delle coordinate dell’antipode e poi si può andare sul sito di questa mappa interattiva per controllare l’esattezza del calcolo.

Per visualizzare il proprio antipode nella mappa interattiva, basta spostarsi lungo la mappa originale (posta in alto) per localizzare il punto in cui vi trovate (ad esempio Parma) fare doppio clic su quel punto per posizionare il segnaposto e immediatamente comparirà nella mappa degli antipodi sottostante l’antipodo corrispondente alla posizione selezionata.
Altre considerazioni interessanti che si possono fare circa gli antipodi riguardano l’ora e le stagioni. Ad esempio: quando in un posto è mezzogiorno, ai suoi antipodi è mezzanotte; se invece si considerano le stagioni, il solstizio d’inverno in un luogo corrisponde al solstizio d’estate agli antipodi e viceversa, così come l’equinozio di primavera agli antipodi corrisponde all’equinozio d’autunno.

THE TRASH VORTEX – IL VORTICE DEI RIFIUTI DEL PACIFICO

Il Pacific Trash Vortex (Vortice dei rifiuti del Pacifico), noto anche come Great Pacific Garbage Patch (Grande chiazza di immondizia del Pacifico), è un enorme accumulo di spazzatura galleggiante, composto principalmente da plastica, situato nell’Oceano Pacifico, approssimativamente fra il 135º e il 155º meridiano Ovest e fra il 35º e il 42º parallelo Nord. La sua estensione non è nota con precisione ma si ritiene che si tratti di un’area delle dimensioni del Texas.
La quantità stimata della sola plastica presente in quest’area si aggira intorno ai 3 milioni di tonnellate, ma complessivamente potrebbero esserci fino a 100 milioni di tonnellate di detriti (giocattoli, bottiglie, taniche, sacchetti, pneumatici, …). Questi rifiuti sono costituiti da materiali che non si degradano facilmente ma che si frammentano causando ogni anno la morte di più di un milione di uccelli e circa centomila mammiferi marini (stime del Programma ambientale degli Stati Uniti).
L’accumulo si è formato a partire dagli anni cinquanta, a causa dell’azione della corrente oceanica chiamata North Pacific Subtropical Gyre, dotata di un particolare movimento a spirale in senso orario, che porta i rifiuti galleggianti ad aggregarsi fra loro.
Nel sito di Greenpeace si possono trovare  informazioni sul Trash Vortex e due interessanti animazioni che mostrano le correnti oceaniche del  Trash Vortex , il percorso compiuto dai rifiuti e le zone di accumulo.

DISPERSO IN MARE – Il problema della determinazione della longitudine

Per determinare la nostra posizione sulla superficie terrestre abbiamo bisogno di due coordinate: latitudine e longitudine.  Fino a non molto tempo fa (XVI-XVII secolo), era possibile individuare solo la latitudine e determinare la propria posizione  in mare era quindi, un problema quasi irrisolvibile. Questo comportava, naturalmente, enormi rischi durante la navigazione. Il 22 ottobre del 1707, un errore nella determinazione della posizione causò un grave incidente alla marina britannica e da quel momento la risoluzione di questo problema divenne  fondamentale e da risolvere nel minor tempo possibile.
La determinazione della latitudine si può effettuare utilizzando l’altezza sull’orizzonte di una stella di riferimento. Nell’emisfero boreale l’altezza della Stella Polare coincide con la latitudine del luogo. Lo strumento utilizzato a tale scopo è il sestante (una sorta di “antenato” del GPS di oggi) che è in grado di determinare l’altezza della stella (ossia l’angolo compreso tra la visuale verso la stella e il piano dell’orizzonte) sull’orizzonte. Attraverso trasformazioni matematiche, la misura effettuata da questo strumento viene poi convertita in latitudine.

La determinazione della longitudine è invece un problema più complesso a causa della rotazione terrestre. Per la sua determinazione erano necessari orologi di grandissima precisione che venivano regolati sull’ora di Greenwich.

Poiché in 24 ore il Sole compie un apparente giro completo intorno alla Terra, possiamo dire che in un’ora percorre 15 meridiani (360:21=15).
Conoscendo l’ora del luogo in cui ci troviamo e l’ora misurata nello stesso momento a Greenwich, si può calcolare la differenza che, moltiplicata per 15, ci fornirà i gradi di longitudine del luogo.
Ad esempio, se a Greenwich sono le 10 del mattino e il nostro orologio impostato sull’ora locale del luogo in cui ci troviamo indica le 13, la differenza è di 3 ore e la nostra longitudine sarà di 45° (15 x 3). In questo caso si tratta di longitudine Est perché siamo avanti di tre ore, mentre si tratterebbe di longitudine Ovest se il nostro orologio locale fosse indietro di tre ore rispetto a quello di Greenwich.
Il problema principale era quindi avere a bordo delle navi orologi estremamente precisi. Gli orologi utilizzati all’epoca dell’incidente erano, infatti, a pendolo e non avevano la precisione necessaria a causa del movimento continuo delle navi.

Il problema venne finalmente risolto quando John Harrison costruì il primo orologio marino di precisione.

Su youtube è possibile vedere un documentario delle serie NOVA (Pbs) che racconta di quando, nel 1715, il parlamento inglese offrì una ricompensa di  20000 sterline alla persona in grado di trovare un modo semplice e praticabile per determinare la longitudine di una nave in mezzo all’oceano e di come, nel 1735, John Harrison arrivò a costruire un orologio marino di precisione che, da quel momento, permise la determinazione della latitudine. Sul sito NOVA Education si possono trovare tutta una serie incredibile di risorse per i docenti tra cui: la trascrizione integrale del video, la guida didattica, un’attività online per determinare la longitudine di una nave.


PIANETA TERRA, istruzioni per l’uso – EARTH, the operator’ manual

Ecco un altro documentario (realizzato da GHSPi/Passport to Knowledge) visibile online, con un corredo enorme di risorse didattiche per un impiego specifico a scuola in classi anche con studenti non english-speaker. Il documentario è organizzato in sottocapitoli che affrontano i macrotemi dei cambiamenti climatici e dell’approvvigionamento energetico.

La scheda didattica di supporto (realizzata da Matteo Cattadori per ICLEEN) guida l’insegnante nella grande varietà di materiali e risorse di accompagnamento del documentario e fornisce indicazioni per un efficace utilizzo nelle classi italiane anche in contesti CLIL.

TEMPO METEOROLOGICO E CLIMA. TREND E VARIAZIONI.

Infine ecco un breve corto animato (realizzato da TeddyTvNorge) che spiega in modo semplice e chiaro l’andamento complessivo di un grafico nonostante le variazioni temporanee. Questo video puoÌ€ essere un ottimo strumento per aiutare gli studenti a capire sia la differenza tra clima e tempo meteorologico che l’andamento complessivo della temperatura del pianeta (riscaldamento globale).

Nella scheda di supporto per l’insegnante, che ho realizzato per ICLEEN, c’è la trascrizione integrale del testo in inglese e la sua traduzione in italiano. La scheda di supporto contiene anche un breve esercizio che può essere svolto con gli studenti per chiarire e verificare ulteriormente questo concetto che li può anche aiutare a  distinguere, nell’informazione generalista, le notizie scientificamente corrette da quelle che non le sono.


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