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10 buoni motivi per amare i vulcani

10 buoni motivi per amare i vulcani

2 Mar. 2012 | categoria Geologia, scienze della Terra | Nessun commento

Il mattino della sua partenza mise bene in ordine il suo pianeta. Spazzò accuratamente il camino dei suoi vulcani in attività. Possedeva due vulcani in attività. Ed era molto comodo per far scaldare la colazione del mattino. E possedeva anche un vulcano spento. Ma, come lui diceva, <<non si sa mai>> e così spazzò anche il camino del vulcano spento. Se i camini sono bene puliti, bruciano piano piano, regolarmente, senza eruzioni. Le eruzioni vulcaniche sono come gli scoppi dei caminetti. È  evidente che sulla nostra terra noi siamo troppo piccoli per poter spazzare il camino dei nostri vulcani ed è per questo che ci danno tanti guai.”

Il Piccolo Principe, Antoine De Saint-Exupèry,  Tascabili Bompiani, pag.45

Forse penserete che sono “fissata”, ma quando ho letto il post sul blog del Professor Erik Klemetti, docente di Geoscienze alla Denison University ”10 motivi per cui amo i vulcani (e anche tu dovresti)” mi sono illuminata.
Perché? Vi racconto la sua “TOP 10” e vediamo se riuscite a indovinare…

Al decimo posto, troviamo il fatto che durante le eruzioni i vulcani liberano roccia fusa.


Parecchi anni fa ho avuto l’occasione di osservare da vicino una colata lavica dell’Etna. Anche se è passato tanto tempo, mi emoziono ancora quando ci penso. Ero letteralmente senza fiato. Camminavamo in fila indiana ai lati della colata senza poterci fermare perché il calore delle rocce sotto i nostri piedi avrebbe fatto fondere la suola di gomma delle scarpe da ginnastica. Non so come spiegare quello che ho provato… è stato come poter sentire il respiro della Terra! Le eruzioni vulcaniche trasferiscono i materiali dall’interno della Terra verso la sua superficie. I prodotti delle eruzioni possono essere: colate laviche, detriti piroclastici e gas. Le colate laviche di solito hanno un colore arancione brillante ma in qualche caso sono nere, come per i magmi carbonatitici. Riuscite a immaginarle?


A seconda di quanta silice contiene, la lava è più o meno “fredda” e viscosa e a seconda del contenuto in gas, l’eruzione può essere più o meno violenta. Qualche volta, infatti, ci sono troppi gas intrappolati nella lava e quando il magma risale verso la superficie, questi possono liberarsi con una forza esplosiva tale da frantumare la lava e le rocce sovrastanti riducendole in frammenti di varie dimensioni o in ceneri che vengono poi trasportate nell’atmosfera. E tutto questo inizia quando da qualche parte all’interno della Terra della roccia comincia a fondere.


Al nono posto troviamo il fascino e il timore che i vulcani hanno da sempre esercitato sull’uomo. La raffigurazione più antica conosciuta di una eruzione vulcanica risale a circa 8200 anni fa. In molte culture esistono riti che hanno a che fare con i vulcani e nell’area mediterranea si venerava una divinità messa in relazione proprio al fuoco vulcanico: Efesto per i greci e Vulcano per i romani. Alcuni vulcani sono ancora oggi considerati sacri: è il caso, ad esempio, del Monte Fuji in Giappone che è uno dei suoi simboli, ed è considerato sacro dagli shintoisti che ritengono la salita al monte Fuji un pellegrinaggio doveroso da fare almeno una volta nella vita.
Sulle ceneri dei vulcani della Rift Valley africana hanno camminato i primi ominidi. Nei pressi di Laetoli nella Tanzania settentrionale si trova il vulcano Sadiman, oggi spento, ma che alcuni milioni di anni fa era attivo ed eruttava lava insieme ad una gran quantità di ceneri e di lapilli. Su queste ceneri, probabilmente bagnate dalla pioggia, 3,7 miliardi di anni fa, lasciarono le loro impronte tre australopitecine della specie Australopithecus afarensis, che camminavano su due gambe come noi e i cui piedi non erano molto diversi dai nostri.


All’ottavo posto troviamo che la natura vulcanica della Terra potrebbe essere stata la culla della vita. Secondo alcune teorie, infatti, le correnti idrotermali sul pavimento oceanico dovute al vulcanismo sottomarino potrebbero essere state uno dei luoghi in cui la vita sulla Terra è comparsa per la prima volta. Il calore del magma e gli ioni disciolti nell’acqua, come metalli e solfuri, potrebbero essere stati i primi nutrienti consumati dai primi organismi, così senza vulcani attivi sulla Terra, la vita avrebbe potuto non avere mai una chance (teoria dell’origine della vita nelle bocche idrotermali).

Al settimo posto troviamo che i vulcani rendono incredibilmente fertile la terra.
Le eruzioni, naturalmente, non sono tutte uguali. Come abbiamo detto, il meccanismo eruttivo può essere effusivo o esplosivo a seconda della viscosità del magma e della percentuale di gas e vapore acqueo presente.  Durante l’attività eruttiva vengono emesse lave, piroclasti, gas e vapori.  Se il magma è viscoso, l’attività vulcanica può essere altamente distruttiva: violente esplosioni che producono piroclasti di varie dimensioni dalla frantumazione di parti dell’edificio vulcanico e dalla frammentazione del magma stesso. Questo tipo di eruzioni può generare devastanti nubi ardenti, valanghe di materiale solido e gas ad alta temperatura che in pochi minuti possono seminare morte e distruzione e lahars, vere e proprie colate di fango formate dai materiali piroclastici mescolati all’acqua di torrenti, laghi o ghiacciai.


Nonostante la potenza distruttiva, l’accumulo dei vari prodotti delle eruzioni vulcaniche porta alla formazione di un suolo molto fertile. La fertilità dei suoli vulcanici è legata alla presenza di elementi come il potassio, il calcio, il magnesio e il ferro. Mentre nelle rocce intrusive questi elementi sono imprigionati nei cristalli dei minerali e non possono essere utilizzati dalle piante, nei prodotti piroclastici e in particolare nelle ceneri sono presenti in una forma meno stabile. Questi suoli rocciosi tendono ad essere facilmente erosi dall’acqua e dal vento e cedono questi elementi che vengono così assorbiti e utilizzati dalle piante.

Al sesto posto troviamo che i cristalli presenti nella lava possono raccontare storie su migliaia di anni di magmatismo al di sotto dei vulcani. I cristalli si trovano in quasi  tutte le rocce vulcaniche (ad eccezione dell’ossidiana). Certo a volte sono difficile da vedere ad occhio nudo, ma ci sono e ciascun cristallo ha registrato una parte della storia di quel vulcano: un’istantanea delle condizioni presenti negli ultimi giorni o ore prima dell’eruzione o addirittura una registrazione di 350.000 anni di riciclaggio  di materiali verificatosi durante la loro crescita. Svelare e raccontare queste storie è proprio ciò che più interessa il Prof. Klemetti: a cui sembra di poter scoprire il “messaggio nella bottiglia” di ciascun deposito vulcanico.

Al quinto posto, si alzano gli occhi al cielo. I vulcani si trovano, infatti, in tutto il sistema solare. Ma il vulcanismo si può presentare in forme diverse da quelle che conosciamo, piuttosto insolite, come ad esempio nel caso del criovulcanismo presente su diversi corpi ghiacciati come i satelliti di Saturno e Nettuno: Encelado, Titano e Tritone. Da questi vulcani, infatti, non esce lava bollente ma  acqua e ammoniaca allo stato liquido, metano: tutto materiale molto freddo!

Al quarto posto troviamo che le eruzioni vulcaniche possono essere eventi globali: si possono, infatti, trovare prove di eruzioni in ogni angolo del mondo. Quando l’eruzione è abbastanza grande, le ceneri e gli aerosol, come il biossido di zolfo, si diffondono nell’atmosfera. Le ceneri dovrebbero essere le prime a depositarsi ma, in realtà, sono stati trovati strati di ceneri a migliaia di chilometri di distanza dal luogo delle eruzioni.  Gli aerosol possono diffondersi  molto più in là,  fanno il giro del mondo in poche settimane e lasciano traccia nel ghiaccio ai poli. Picchi di anidride solforosa, ad esempio, sono stati rilevati nelle carote di ghiaccio provenienti da entrambi i poli. Nel ghiaccio vengono registrate eruzioni che si verificano in tutto il pianeta, a dimostrazione che gli effetti di un’eruzione vulcanica possono raggiungere qualunque luogo della Terra.

Al terzo posto troviamo il fatto che un’eruzione vulcanica è in grado di influenzare un’intera società. È noto a tutti cosa accadde a Pompei ed Ercolano a causa dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. , ma vi ricordate gli effetti sul traffico aereo dell’eruzione dell’Eyjafjallajökull in Islanda nel 2010? Noi possiamo ritenerci fortunati perché nelle ultime centinaia di anni, nella storia moderna dell’uomo non ci sono state eruzioni veramente  distruttive a livello globale.  Ma cosa succederebbe se ad esempio il Vesuvio, eruttasse nuovamente come fece nel 79 d.C.? Questo potrebbe cambiare le sorti di moltissime persone.


Al secondo posto troviamo il fatto che i vulcani hanno contribuito a forgiare la Terra. Senza vulcani non ci sarebbero gli oceani o l’atmosfera che conosciamo oggi. I vulcani cominciarono a liberare acqua ed altre sostanze volatili intrappolate all’interno della Terra attraverso le eruzioni e hanno contribuito alla formazione dell’atmosfera. L’intera superficie terrestre odierna è un prodotto vulcanico che è stato riciclato formando le rocce sedimentarie e metamorfiche.

E al primo posto troviamo che….I vulcani eruttano roccia fusa!

Quante storie si potrebbero ancora raccontare sui vulcani! Qual è la vostra?

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